Aumenti in bolletta nel 2018: scopriamo il perché

Aumenti in bolletta nel 2018: scopriamo il perché

Aumenti in bolletta, il risultato di una scarsa tutela del credito

Negli ultimi giorni abbiamo spesso sentito parlare di un presunto aumento sulla bolletta della luce a partire da aprile 2018, allo scopo di colmare le inadempienze dei morosi.
La notizia circolata, pur presentando non confermate, ha un fondo di verità: i debiti degli insolventi saranno recuperati dalle bollette dei clienti finali.
La questione è nata a metà febbraio, a seguito della delibera di Arera 50/2018: tale documento riguarda le relazioni tra i fornitori, i distributori e la CSEA e il GSE circa i pagamenti degli oneri di sistema. Nel caso di consumatori inadempienti, non solo si viene a creare un buco nelle finanze del fornitore, ma anche un danno al distributore, in quanto questi deve anticipare gli oneri di sistema alla CSEA e al GSE, oneri che il cliente moroso non restituisce.
La delibera, perciò, ha l’obiettivo di restituire ai distributori una quota degli oneri già versati ma che non è possibile recuperare dagli insolventi, motivo per cui tale cifra sarà versata dai clienti finali.
Nonostante si tratti di una cifra minima (si parla di circa 2 euro all’anno e non di 35 euro come era stato erroneamente diffuso), la preoccupazione è che tale principio possa essere applicato anche ad altri settori, per cui i consumatori finirebbero per caricarsi non solo dei propri costi, ma anche di quelli dei morosi. Un esempio può essere il settore dei rifiuti: se si dovesse scegliere di agire secondo lo stesso meccanismo anche in questo caso, la Tari rischierebbe di aumentare.
Sono situazioni, queste, che nascono da una cattiva gestione del credito e che fanno comprendere il valore di una corretta ed efficace azione di tutela del credito.
È importante imparare a tutelarsi con serietà e trasparenza, evitando le morosità ed attuando le giuste strategie nel caso in cui si debba ricorrere al recupero crediti, proprio allo scopo di evitare che a pagarne le conseguenze siano gli altri; in questo caso, i contribuenti da sempre regolari e corretti nei pagamenti.
Ecco perché delle adeguate attività di recupero e tutela del credito, come Studio PTF, si configurano come un valido sostegno tanto al valore del lavoro quanto ai principi di equità e correttezza, nel rispetto di ogni categoria.

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