Coronavirus e recupero crediti, le linee guida UNIREC

Coronavirus e recupero crediti, le linee guida UNIREC

Coronavirus e recupero crediti: il protocollo UNIREC sulle modalità di gestione delle pratiche e dei pagamenti

Il Consiglio del FORUM UNIREC – Consumatori, riunitosi in via straordinaria tramite videoconferenza, ha redatto un protocollo sulle modalità corrette di gestione dei processi di recupero credito durante l’emergenza epidemiologica in corso.

L’impatto dell’emergenza sanitaria a breve termine
Dal primo Osservatorio sul Working Capital realizzato da CRIBIS e Workinvoice circa gli impatti dell’emergenza Coronavirus sul capitale circolante delle PMI, emerge l’esigenza di liquidità delle aziende, messe in difficoltà dall’aumento dei tempi di incasso insieme a una non proporzionale compensazione dei tempi di pagamento verso i fornitori e una probabile riduzione del fatturato. Lo studio, in particolare, ipotizzando un aumento fino a 20 giorni nei tempi di incasso, ha riscontrato una crescita dei crediti verso i clienti di circa 41 miliardi di euro, pari al 22% del monte crediti in essere. Parallelamente, l’aumento dei giorni di pagamento ai fornitori determinerebbe una crescita dei debiti commerciali di 22,6 miliardi, pari al 15%. A parità di valori delle rimanenze, il peggioramento nelle abitudini di pagamento sulle 84 mila aziende prese in esame corrisponde a 18,6 miliardi di euro (+11% del Net Working Capital iniziale).

Il protocollo UNIREC per la gestione del recupero crediti
Il protocollo ha lo scopo di informare le imprese che operano nella gestione e recupero crediti circa linee guide per svolgere l’attività di riscossione e per individuare le misure adatte ad integrare, in via transitoria, le modalità di contatto già stabilite dal Codice di Condotta.
Il protocollo, nello specifico, prevede la sospensione temporanea dell’attività di recupero nel caso il consumatore/debitore presenti ‘‘oggettive e/o documentate difficoltà ad adempiere al pagamento’’ in conseguenza all’emergenza contingente. Tuttavia, la sospensione temporanea della pratica non implica la revoca, che compete esclusivamente al titolare del credito.
Pertanto, il protocollo invita le imprese a formare ed aggiornare i dipendenti/incaricati in modo che tengano in considerazione, nei contatti con il debitore/consumatore, delle difficoltà sorte dall’emergenza in corso.
Inoltre, il protocollo raccomanda alle imprese di lavorare telefonicamente e di permettere al debitore di adempiere attraverso il pagamento digitale.
Attraverso il suddetto Protocollo, molte committenti che avevano sospeso le attività, inevitabilmente toccate dall’eccezionalità della situazione, hanno ripreso a lavorare nel rispetto di quanto prescritto.

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