Grigioni, il nuovo paradiso offshore di società e fiduciari italiani

Grigioni, il nuovo paradiso offshore di società e fiduciari italiani

Tra le valli svizzere, una nuova ‘El dorado’ per le ‘società bucalettere’

Sono oltre trecento le società che negli ultimi 5 anni hanno scelto di migrare da Canton Ticino verso i Grigioni italiani, il nuovo paradiso offshore tra le valli svizzere.
Gran parte opera nel settore fiduciario, ma continuano ad aumentare quelle attive nel settore edilizio e degli esercizi pubblici.
Si tratta di un sistema del tutto legale, ma potrebbe facilmente nascondere casi di riciclaggio di denaro sporco, frodi fiscali o persino l’ingresso di capitali della criminalità organizzata italiana e transnazionale.
I dati prelevati ed elaborati dal Sole 24 Ore sul Registro di commercio del Cantone del Grigioni, delineano una presenza sempre più consistente di società italiane. A San Vittore, ad esempio (di circa 766 abitanti), le società attive sono 143, vale a dire una ogni 5,3 abitanti. Qui si trova Marco Sarti, indagato in Italia per bancarotta fraudolenta e reati tributari dalla Procura di Lecco.
Non mancano situazioni paradossali e casi “fantasma” come nel caso di Roveredo dove vi è la sede di una holding immobiliare dall’indirizzo in bianco, e San Bernardino, una località a 2.066 metri sul livello del mare, dove pare sia stata da poco liquidata una società di costruzione e vendita di imbarcazioni.
Ma perché proprio i Grigioni?
Secondo un sistema collaudato, le società vengono utilizzate allo scopo di ottenere dei sussidi di disoccupazione, che in Svizzera arrivano tra i 400 e i 520 giorni e consentono di incassare un equivalente massimo di circa 85 mila euro.
Tale situazione ha sottolineato la necessità di rilanciare la questione. Il Granconsigliere del Parlamento dei Grigioni, Peter Hans Wellig, ha sottolineato come il Moesano sia diventato una vera e propria “El Dorado” per le società “bucalettere”, e quanto risulti facile ottenere permessi di dimora da parte di stranieri, che proprio in Canton Ticino non vengono più rilasciati con tanta semplicità, proprio per frenare la grande richiesta dall’Italia.
Ad intervenire è anche Paolo Bernasconi, avvocato ed ex procuratore pubblico di Lugano, che pone l’attenzione su quanti investitori, non solo italiani, siano stati truffati da società che hanno un piccolo ufficio di rappresentanza a Lugano ma che operano nel Moesano.
È soprattutto la mancanza di controlli ad incrementare tali truffe, ma dal fronte politico non è stato ancora fatto alcun passo in avanti.
Fonte: IlSole24Ore

Condividi su:

Leggi anche: